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18 mesi

Si dice che se semini qualcosa di buono prima o poi ti ritroverai a raccoglierne i frutti. 

Io non lo so che cosa ho seminato, ma se i frutti siete state voi allora vuol dire che almeno in questo di “lavoro” sono stata proprio brava.

Auguri a noi!

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Specialisti in figure di merda

  • (Al pub con Burrone e cookies)
  • Io: Uh guardate che carina Chezbanshee mi ha mandato una foto dove ci sono pure lui e lui. Ne facciamo una pure noi e gliela mandiamo?
  • cookies, Burrone: Ok, dai.
  • (700 foto per averne una che sia decente)
  • Io: No dai, mi si è scaricato il telefono. (Rivolta a cookies) Falla con il tuo.
  • cookies: Guarda che i soggetti non cambiano è, siamo sempre noi. Vabbè dai la faccio.
  • (10 foto dopo)
  • cookies: Dai mandale questa che tanto meglio di così non veniamo e nel frattempo tutto il pub penserà che siamo dei bimbiminkia. Solo che non mi prende la rete. Te la mando via bluetooth.
  • Io: Ok, aspè che lo accendo.
  • cookies: Sei tu Nokia X3?
  • Io: No, ma ti sembra un Noki....
  • cookies: Inviato.
  • Io: Al Nokia?
  • cookies: Sì.
  • Io: MA NON SONO IO! Vabbè dai magari non hanno accettato.
  • cookies: Bene, ha detto "File Ricevuto". Qualcuno nel pub avrà la nostra foto. Bene.
  • Io: Daje!
Quote
"Venivano dai più lontani estremi dell’Italia, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capi a piedi l’universo, e invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, una cosa di un post, il primo reblog e già lo sapevano, questo è meraviglioso.
Questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle pagine di Tumblr, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, lo erano quei sei, lontano più di chiunque altro."

Semi cit, di Baricco

Modificata per la gente bella con cui passo serate belle.

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Erano secoli che non andavo al bowling. Il bowling la domenica pomeriggio d’inverno è il regno delle famiglie, dei bambini e delle comitive (a Roma, comitive di coatti). Forse non c’ho più l’età per andarci: musica troppo alta, bambini troppo piccoli che sono molto più forti di te ai videogiochi, ragazzini di 16 anni che fumano la sigaretta elettronica mentre giocano. 
Però, però è fico tornare per una giornata ad avere 17 anni, a mettersi quelle scarpe puzzolenti, ad esultare quando si fa uno Strike, a giocare a Guitar Hero o a cercare di azzeccare i passi per dare un senso ad un balletto.
È fico tornare adolescenti, certo bisogna avere la compagnia giusta. Io, come sempre in questo ultimo anno, ce l’avevo.

Erano secoli che non andavo al bowling. Il bowling la domenica pomeriggio d’inverno è il regno delle famiglie, dei bambini e delle comitive (a Roma, comitive di coatti). Forse non c’ho più l’età per andarci: musica troppo alta, bambini troppo piccoli che sono molto più forti di te ai videogiochi, ragazzini di 16 anni che fumano la sigaretta elettronica mentre giocano. 

Però, però è fico tornare per una giornata ad avere 17 anni, a mettersi quelle scarpe puzzolenti, ad esultare quando si fa uno Strike, a giocare a Guitar Hero o a cercare di azzeccare i passi per dare un senso ad un balletto.

È fico tornare adolescenti, certo bisogna avere la compagnia giusta. Io, come sempre in questo ultimo anno, ce l’avevo.

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cookies4crumbs replied to your quote: “Passare il tempo a perderlo.” — Letta su una…

perderlo!

Ciao sono rincoglionita.

Ho modificato il post.

Te l’avevo anche chiesto prima di scriverlo.

Ciao.

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L’anno scorso a Santo Stefano sono stata a Piazza Navona con lei. Abbiamo preso lo zucchero filato, abbiamo preso da bere una cosa buonissima ad un pub lì vicino e le ho vinto un maialino alla “pesca”.

Quest’anno, oggi, siamo andate di nuovo a Piazza Navona, ci siamo prese lo zucchero filato, abbiamo bevuto in quel pub che produce nettare degli Dei e le ho vinto una scimmietta alla “pesca”.

Abbiamo creato il nostro “tradizionale” Santo Stefano. E quale tradizione può essere più bella di quella che prevede alcol, peluche, zucchero filato e un’amica di quelle pesssssempre? 

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  • cookies: Uscirò verso le 7.
  • Io: Ma pure prima se vuoi...
  • cookies: Se smette un po' di piovere esco anche prima.
  • Io: ok!
  • cookies: Guarda sto uscendo, perchè tanto smetterà di piovere solo quando un pittore cieco dipingerà stocazzo nel vuoto.
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C’è gente bella che mi fa regali belli.
Ed è un peccato sprecare certi regali.

C’è gente bella che mi fa regali belli.

Ed è un peccato sprecare certi regali.

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Io che posto su Tumblr e metto musica o su richiesta loro o su ispirazione mia. Loro due che colorano con i pennarelli le istruzioni di una “casetta” comprata da Ikea. Nel secchio ci sono i cartoni della pizza che abbiamo mangiato e la bottiglia della birra che abbiamo bevuto.

Voi sapreste definire meglio il concetto di ‘casa’?

Io no.

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Questa è una storia piena di numeri che non sono numeri perchè alcuni sono un po’ inventati  (perchè è Sally quella che ha fatto le elementari al Cern, non di certo io): 3 come i meetup a cui abbiamo partecipato tutte e tre, 12 come le bottiglie che una volta Sally ci ha dato da buttare, mille come le cene che abbiamo fatto insieme, due come le volte che abbiamo rischiato di dare fuoco alla casa di Sally (cioè una volta Sally ha fatto tutto da sola in realtà ma vabbè), duemila come le birre, le caipiroske, i negroni, le vodka lemon, gli amari del Capo che abbiamo bevuto, diecimila le canzoni che abbiamo ascoltato, una la volta che cookies ha avuto paura di morire, circa ottocento le battute a doppio senso che ho fatto io e altrettante ottocento le volte che cookies ha scosso la testa, milleecinquecento le volte che Sally si è alzata e se ne è andata tornando con un semplice “Non ho capito”, una cinquantina le volte che cookies ha cucinato a casa di Sally, due (ma forse sto esagerando) le volte che ho lavato i piatti, un milione i pistacchi e le m&m’s (rigorosamente con la nocciolina) mangiati, un miliardo i cuori che ci siamo scambiati (verdi, blu e fucsia - come i bracciali sopra lo spumantino - sì il blu non si vede, ma fidatevi lo è).
Il numero più bello, però, è pure il più semplice, il più piccolino, l’uno. Uno come l’anno che abbiamo passato insieme. Per tutto quello che è stato e per tutto quello che sarà, con la certezza che i numeri qui sopra continueranno ad aumentare, auguri a noi.

Questa è una storia piena di numeri che non sono numeri perchè alcuni sono un po’ inventati  (perchè è Sally quella che ha fatto le elementari al Cern, non di certo io): 3 come i meetup a cui abbiamo partecipato tutte e tre, 12 come le bottiglie che una volta Sally ci ha dato da buttare, mille come le cene che abbiamo fatto insieme, due come le volte che abbiamo rischiato di dare fuoco alla casa di Sally (cioè una volta Sally ha fatto tutto da sola in realtà ma vabbè), duemila come le birre, le caipiroske, i negroni, le vodka lemon, gli amari del Capo che abbiamo bevuto, diecimila le canzoni che abbiamo ascoltato, una la volta che cookies ha avuto paura di morire, circa ottocento le battute a doppio senso che ho fatto io e altrettante ottocento le volte che cookies ha scosso la testa, milleecinquecento le volte che Sally si è alzata e se ne è andata tornando con un semplice “Non ho capito”, una cinquantina le volte che cookies ha cucinato a casa di Sally, due (ma forse sto esagerando) le volte che ho lavato i piatti, un milione i pistacchi e le m&m’s (rigorosamente con la nocciolina) mangiati, un miliardo i cuori che ci siamo scambiati (verdi, blu e fucsia - come i bracciali sopra lo spumantino - sì il blu non si vede, ma fidatevi lo è).

Il numero più bello, però, è pure il più semplice, il più piccolino, l’uno. Uno come l’anno che abbiamo passato insieme. Per tutto quello che è stato e per tutto quello che sarà, con la certezza che i numeri qui sopra continueranno ad aumentare, auguri a noi.