Rubrica del sabato (anche se oggi è domenica)

Un’emozione indescrivibile. Una tensione che non riesco a spiegare. Lo sguardo delle compagne e il sorriso del mister che danno forza e si comincia. 

Dopo tre minuti siamo sotto di un gol. Non è “colpa” mia, ma i gol si fanno e si prendono in cinque quindi inizia la paura che la partita non vada esattamente come avevamo previsto. Per quasi tutto il primo tempo non riusciamo a segnare e per tutto questo tempo io credo di aver smesso di respirare. Poi finalmente il pareggio poco prima della fine del primo tempo e il cuore torna a battere ad un ritmo accettabile. 

Fine primo tempo. L’altro portiere mi guarda e mi fa "Ok allora la tensione ora la mandiamo via, le abbiamo concesso un tempo, ora torna in campo e dimostra quanto vali".

La partita è finita 8 a 1 per noi.

Sono tornata, per una sola partita ma sono tornata. Non riesco a smettere di sorridere. Pensare che avevo quasi deciso di smettere.

Permettetemi una pucciosità (altrimenti non sarei io) prima di chiudere: un grazie (con menzione d’onore per lui e per il suo post) ai tumbleri che mi sono stati vicino capendo che, per quanto stupido potesse sembrare, ieri per me era un giorno importante.